Il termine tedesco Ganzfeld (che in italiano si traduce 'campo totale') indica in psicologia una tecnica di deprivazione sensoriale che descrive il fenomeno della perdita totale di percezione della profondità. Turrell crea artificialmente un'esperienza simile attraverso l'uso controllato della luce, di angoli arrotondati e di un piano inclinato. L'effetto di un Ganzfeld può essere paragonato a quello di una tempesta di neve, quando diventa impossibile distinguere chiaramente quello che si vede. I Ganzfeld vengono definiti da Turrell come 'sensing spaces': spazi percettivi e campi visivi omogenei che forniscono allo spettatore l'esperienza disorientante della "pienezza del vuoto".
"Non si è più sicuri di quale sia l'alto e quale il basso" dice l'artista "Sono interessato a un nuovo paesaggio senza orizzonte".
A partire dalla fine del 1968, insieme al collega Robert Irwin (1928) e allo psicologo della percezione Edward Wortz, James Turrell conduce esperimenti sui campi percettivi totali (Ganzfeld) e sulla deprivazione sensoriale, all'interno del programma Art and Technology, istituito dal Los Angeles County Museum in collaborazione con gli scienziati e gli ingegneri della Lockheed Aircraft, della IBM e della Garrett Aerospace Corporation. James Turrell approfondisce, in questa sede, quelle modalità della percezione umana in ambienti controllati, o in condizioni di alterazione percettiva, che influenzeranno notevolmente la sua opera matura.
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